Appunti di viaggio
Una conversazione.
Su un autobus che, dal quartiere Trieste, doveva portarmi a Roma Termini, mi sono fatta notare perché non riuscivo ad obliterare il biglietto. Così, un signore, maglione nero e capelli bianchi, ha preso a cuore il mio caso e mi ha dato qualche utile suggerimento. Biglietto timbrato, ha cominciato a raccontarmi della sua vita e delle sue idee. Immaginatevi un'intonazione romanesca.
"Ho lavorato con Franco e Ciccio, peccato sono morti troppo presto. Io sono calabrese, il nord l'hanno costruito quelli del sud. Come dice Funari, non c'è miglior popolo dei calabresi. Lei è insegnante, vero?"
Io rispondo che no, ancora non lo ero.
"Uno lo capisce subito che persona ha di fronte, sa, ho lavorato per le scuole, facevo recitazione, ho lavorato a scuola, faccio la fame io, ma a me ci pensa Dio, i preti no, perché i preti sò farabbutti. Lei sta a Roma, stà?"
Mi affretto a dire che sono lì in vacanza.
"No, perché ho pensato che potrei lasciarle il mio indirizzo, se ha bisogno, per stare a Roma, i primi tempi, per lavorare.."
Io gli assicuro che non pensavo di lavorare a Roma, che mi sembrava molto difficile. L'autobus percorre un altro tratto di strada, lui mi fa gli auguri di buona Pasqua e scende.
Il dubbio che mi è rimasto: chissà se ha davvero lavorato con Franco e Ciccio...
Meridionalità.
A S. Pietro abbiamo chiesto a un ragazzo in giacca grigia se ci poteva fare una foto. Risposta: "Scusate, ma stò a lavorà, stò..m'ero tolto el cartellino se no me facevano domande!". Ecco perché, a Roma, ci si sente a casa.
Emozioni varie.
A Castel Sant'Angelo, nel punto in cui si pensa fosse stato seppellito l'imperatore Adriano, se guardate sulla parete in alto, c'è una piccola lastra di marmo, in cui il monarca poeta volge un saluto alla sua anima, cui il corpo aveva dato ospitalità e da cui aveva ricevuto compagnia, mentre ora sarebbe andata a finire in luoghi "palliducci freddi e nudetti (pallidula rigida nudula)". La fragilità delle cose umane è espressa nei toni della filosofia stoica. Inizia così: "Animula vagula blandula...". Insomma, anche lui che fu princeps et imperator, sentiva di parlare alla sua anima come a un' "Animella". Oh, immensa consolatio...!
Avendo solo due ore a disposizione per girare i Musei Vaticani, ho scelto di trascorrerne una interamente nella Cappella Sistina. Vi risparmio la descrizione del groppo alla gola che mi è preso quando mi sono trovata là dentro, che pensavo mi venisse la sindrome di Stendhal da un momento all'altro, e i miei pensieri sul genio di Michelangelo. So solo che l'altra ora mi è passata a raggiungere la Cappella e a tornare verso l'uscita, solo i corridoi avrebbero meritato una visita a parte. E così si capisce quel detto inglese:
Ci vuole l'aiuto dello Spirito Santo per conservare la fede in Vaticano.


