mercoledì, aprile 19, 2006

Modì e Antonello da Messina


Se vi dovesse capitare di andare a Roma entro Giugno, ci sono due mostre che non potete assolutamente perdere. Una è quella dedicata a Modigliani.
Hanno una grazia infinita i quadri di Modì. Gli occhi senza iride, i colli smisuratamente allungati, ritratti che perdono la fisionomia reale, ma che sembrano attraversarvi con lo sguardo, mentre li state osservando. E pensare che il suo sogno era fare lo scultore, ma dovette abbandonare l'idea perché soffriva di asma e la polvere di marmo gli irritava i polmoni. Fu sempre un cruccio questo, per lui. Su un pannello bianco c'era scritto:

"La vita è un dono: dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno". Amedeo Modigliani, 1919.


L'altra: Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale. Capisco che potrà sembrarvi eretico accostare le donne e le amanti ritratte da un artista del Novecento, con un quadro a soggetto sacro quale l'Annunciata di Antonello, pittore del Quattrocento. Ma anche qui, gli occhi. Quello che con le mie parole non riuscirò mai a dirvi è come vi guarda questo quadro quando gli siete di fronte. Sarà perché il pittore rivoluzionò il modo di dipingere la scena dell'Annunciazione realizzando un dipinto in cui lo spettatore assumeva il punto di vista dell'angelo, ed è come se la donna si stesse rivolgendo a te, che in quel momento la stai guardando. Sarà perchè il divino non è materialmente presente nella scena: nessuna colomba a sottolinearne la sacralità. Solo la bellissima umanità di una donna, che protende la mano. Quando ero stata a Palazzo Abatellis, a Gennaio, si trovava in mostra a New York. Un'emozione vederla a Roma, come una persona che hai cercato per tanto tempo, e alla fine incontri in un posto dove non ti aspettavi di essere, in un momento in cui non pensavi di incontrarla.

Volo pindarico. Non dimenticherò il racconto de La Grazia di Nabokov mentre lasciavamo la terrazza di Castel Sant'Angelo, con il sole del tardo pomeriggio che riscaldava di luce ogni cosa bella intorno a sé.

5 Comments:

At 1:55 AM, aprile 20, 2006, Anonymous Anonimo said...

il quadro di antonello da messina è in effetti figo,
mi è sempre piaciuto,
invidia somma per te,
io non l'ho mai visto dal vivo,
acc.

 
At 3:00 PM, aprile 20, 2006, Anonymous Anonimo said...

Eccomi!
Troppo ambizioso il mio tentativo di inviare le foto,ma le avrai presto: farò in modo che se ne occupi...
Tra qualche giorno riceverai anche una busta,una piccola sorpresa.

E ricorda: non siamo lontani.

 
At 4:22 PM, aprile 20, 2006, Anonymous Anonimo said...

Un buon motivo per un weekendino più in su.

 
At 6:29 PM, aprile 20, 2006, Anonymous Anonimo said...

E qui dove si indica?

 
At 9:26 PM, aprile 20, 2006, Anonymous Anonimo said...

Tra l'altro era nella stessa sala dell'Annunciazione, quella conservata qui a Siracusa a Palazzo Bellomo, e io mi spostavo da un quadro all'altro con un senso di campanilismo che credo abbia sfiorato, quel giorno, vette mai raggiunte prima...

Ti aspettavo al tuo posto!
Sì, che se ne occupi..(e si indica). Sono contenta, lo sai che adoro le sorprese.
Questo tuo linguaggio oracolare ha sempre un effetto rassicurante su di me: se non sei distante, allora posso stare tranquilla.. ricordi? "E che non si muova!"

Sì, anch'io progetto altri weekendini a sfondo artistico..

Anonimo delle 6:29: fai tu...io sono alla perenne ricerca di una direzione, figurati se so indicare qualcosa ad altri..

 

Posta un commento

<< Home