mercoledì, luglio 26, 2006

Progetto Leggerezza

Non me ne vogliano i fans di quest'uomo:


ma, dopo aver visto il suo spettacolo, ho cominciato ad avvertire uno smodato desiderio di leggerezza. Quando l'eccessiva somministrazione di cultura può abbrutire fino all'alienazione. Perché, dietro quelle smorfie da maschera napoletana, nella scenografia multiforme, camaleontica, coloratissima della Mastrella, in cui il nostro si trasformava, Antonio Rezza sviscerava, tra una battuta e un insulto al pubblico, un testo sull' Io, di una tragicità tale, e così senza scampo, né rimedio, che in confronto le tragedie greche possono benissimo essere spacciate per teatro comico. La sensazione, uscendo da là, di un doloroso pugno nello stomaco. Dunque, basta. Io ho detto basta. Che ci si immerga nel sacro fiume dell'immediatezza. Il viaggio a Parigi, e prima ancora il concerto di Battiato, e ballare, ballare, un pò di alcool, il vento d'estate che muove le tende all'Arenella.

martedì, luglio 11, 2006

L'incanto di un luogo e di un uomo

Sabato 8 Luglio.
Sono quasi le due del pomeriggio, è finito da poco l'incontro con Wim Wenders, ma mi soffermo ancora un attimo per scattare questa foto:


Forse è una foto che potrebbe piacergli; in alto, tra i due costoni di roccia, penzolano i fili elettrici. Ha raccontato che, quando arriva in una città che non ha mai visto, fotografa sempre i muri, perché gli raccontano le vicende di quel posto meglio di un volume di storia; e nel dire questo si guardava intorno, osservava le pareti della grotta, i cavi elettrici attaccati senza ordine, con lo stupore felice dipinto sul volto, forse lo stesso che ebbe Goethe, quando visitò per la prima volta le Latomie dei Cappuccini. In un'intervista di qualche anno fa al Corriere della Sera, raccontava di vedersi non come un genio o un maestro, ma come un comico mancato. E sentendolo rispondere alle domande di studenti e appassionati, ho capito il perché. Svelava aneddoti della realizzazione dei suoi film, ridendo, facendo smorfie, interrompendosi, cercando l'uditorio. Anche quando lo interrogavano su argomenti tecnici, gli spazi pieni e quelli vuoti, la fotografia e altro, rispondeva non solo con simpatia, ma portando in primo piano la propria esperienza di uomo, di persona, la religione, l'amore, il padre, la città. E per la seconda volta sento qualcuno parlarmi dell'importanza del Vuoto, che deve essere rispettato, anziché riempito a forza. Ma il momento più sconvolgente è stato la conclusione: lo vedo prendere la macchina fotografica e cominciare a scattare foto all'assemblea, dopo che noi ne avevamo scattate tante a lui, ché c'era proprio un esercito di telecamere e digitali varie. Sono rimasta a fissarlo, ipnotizzata. Sono parte dell'album fotografico di Wim Wenders, forse un pò tagliata dal braccio proteso in segno di vittoria del ragazzo davanti a me, ma aveva le sue ragioni. Aveva fatto una domanda originale, spiegando al regista che, noi messi là, eravamo statici e non integrati con il luogo, visto che le colombe sembravano spaventate dalla nostra presenza e svolazzavano qua e là; proponeva di immaginare una scena in cui noi eramo la camera e Wenders l'attore, come, secondo W., noi, la camera, ci saremmo dovuti muovere e spostare? Ma è stato snobbato in maniera indelicata dall'interprete, che si è rivolta a sentire la domanda di un altro, mentre W. allargava le mani in segno di scuse e gli diceva: "An interesting idea!". Anch'io avrei fatto V con la mano, al posto suo. Dopo c'è stato l'assalto per l'autografo; molti erano riusciti a trascinarsi fin là sotto interi volumi da farsi firmare. Io ne ho approfittato per fargli una foto un pò più da vicino, sommersa dalla folla. Nient'altro.

mercoledì, luglio 05, 2006

Ideali Mondiali

Ho trovato il mio ideale di bellezza, che è lui:

Viso scavato, naso importante e imperfetto, colori scuri su pelle pallida. Appena l'ho nominato, gli amici hanno avuto un sussulto di incredulità, ma è così: tra tanti belli, io adoro la bellezza dell'imperfezione. Cosa chiedere di più, se non: ci sposiamo? E che importa se magari non parla bene, o se non ha raggiunto i livelli più alti dell'istruzione scolastica, può anche firmare con una X...a giocare al ruolo dell'intellettuale basta benissimo uno solo. Come disse qualcuno prima di me, è il concetto del capolavoro pittorico o della statua greca, li contempli e pensi alla loro bellezza, qualcuno pretende forse che parlino? Lo sapeva bene Winckelmann, quando descrisse l' Apollo del Belvedere.

Poi. La mia massima soddisfazione. Partita Italia-Ucraina, secondo goal, quello di Toni, io che grido "GOAL!!!!!" prima di tutto il mio condominio, composto da quattro scale, due di ben 11 piani, la mia di 8, l'altra non so. Al mio urlo risponde il boato dell'intero complesso, e pare un'eco. Alla faccia di chi ha Sky, e saranno la maggior parte, che riceve il segnale con 1, forse 2 secondi, di ritardo. Quando il tempo e la rete nazionale fanno la differenza. Mia sorella mi fissava attonita.