Pensieri e notizie di una fuorisede
Qualche tempo fa camminavo per un viale, qui a Pavia (sì, ormai faccio parte anch'io della grande famiglia di migranti che tornano alla terra natìa per le feste e in estate), ed ero immersa in pensieri vari. Sensazione d'autunno, foglie volteggianti nell'aria, crepitìo soffuso mentre calpestavo quelle già cadute a terra, formavano un tappeto. Ad un tratto, come in lontananza, il suono di un campanello. Ma che volete...l'autunno, i pensieri...inglobo anche quel lieve sottofondo nel contesto e proseguo la mia passeggiata sul marciapiede. Senza mettermi di lato. Al centro del marciapiede. Il suono si fa più insistente. Finalmente una qualche zona del mio cervello si illumina, repentinamente mi volto, comprendo la fonte di quello scampanellare e mi metto, finalmente, da parte. Una vecchina in bicicletta mi sorpassa. Ma prima di abbandonarmi del tutto, si volta verso di me, mi guarda, e fa: "Mah!" E via, spinta delle gambette, la vedo allontanarsi veloce all'orizzonte. In fondo, mi viene da pensare, e mica tanto in fondo, spunta sempre fuori che vengo da un altro mondo. Perfino le vecchiette me lo fanno notare!
Sto provando a far crescere la piantina che mi ha regalato la mia amica E. per avere compagnia i primi tempi del mio trasferimento, ma, se riuscirà a sopravvivere, ce la farà nonostante me...le ho dato troppa acqua e qui c'è stata una giornata di sole in tre settimane...il terreno ha fatto la muffa, e un giorno sono dovuta correre da un fiorista qualunque col vaso in braccio per vedere se si poteva fare qualcosa per salvarla. E dire che le sue origini sono africane...non credo le risulti facile il rapporto col clima. Spero che resista.
Intanto ho scoperto che queste lezioni che sarò costretta a seguire per ben due anni hanno un immediato risvolto emotivo, accrescono la pietà. La pietà per la povera umanità dolente rinchiusa in quelle aule tutti i giorni per parecchie ore. Poi sì, potremmo dire tante cose, sto imparando nuove idee, nuove prospettive, però che pena per me e per questo frammento di genere umano posteggiato lì senza lavoro! O se qualcuno ha la "fortuna" di essere chiamato per qualche supplenza, il carico di lavoro è così mostruoso, che credo si proceda per eliminazione fisica del futuro docente abilitante, una sorta di legge darwiniana per cui solo il più forte e/o il più furbo sopravviverà. Credevo sarebbe stato un ritorno agli anni dell'università; non è così. E' un ritorno alla scuola media, con tanti, tanti lavori di gruppo. E questo è quanto.
Vi lascio con un'immagine bella da quell'unico giorno di sole. Uscendo da lezione, dal palazzo centrale dell'università, ho visto le tre torri medievali illuminate, ma una sola totalmente, un'altra per tre quarti, l'ultima già in ombra.
