<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743</id><updated>2011-10-10T12:23:33.082+02:00</updated><title type='text'>Per grotte e per rifugi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>25</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-7568849807329602931</id><published>2008-01-22T11:05:00.000+01:00</published><updated>2008-01-22T11:27:31.901+01:00</updated><title type='text'>Le notti di Pavia</title><content type='html'>Questi sono gli incubi fatti nelle ultime notti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Rotoli e rotoli di papiro ingiallito si svolgono davanti a me, scritti in latino, e io non riesco a tradurli;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I 2 prof. di latino mi fanno fisicamente a pezzi (proprio io che non vedo gli horror faccio sogni che ricordano &lt;em&gt;Saw L'Enigmista&lt;/em&gt;), e, a un certo punto mi ritrovo senza un braccio, e ho delle cuciture all'altezza della spalla, tipo quelle del pupazzo di &lt;em&gt;Toy Story&lt;/em&gt;;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;C'è l'ennesima versione di latino, ma questa volta si svolge in una chiesa; i miei colleghi sono seduti sui banchi e stanno già scrivendo, io arrivo in ritardo, il prof. mi dice che questa volta ha dettato il testo e di copiarlo da qualcuno dei miei colleghi. Io però non riesco, di qualcuno non capisco la scrittura, altri sono troppo avanti nella traduzione e non mi fanno copiare il testo. Così, continuo a girare dall'uno all'altro, senza riuscire ad avere il testo per tradurre. E mentre io continuo ad aggirarmi, finendo in una sorta di confessionale che ricorda quello della Chiesa dei Cappuccini di Siracusa, comincio a pensare: siamo alla frutta;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Sono ritornata a Siracusa, dove però frequento di nuovo il liceo classico; i miei compagni di classe non sono più quelli di un tempo, ma dei ragazzini, e la classe non si trova in un'aula, ma in un cortile all'aria aperta. Non mi sento felice di questo ritorno che sa tanto di sconfitta.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;Qualcuno mi dice, quando racconto uno di questi sogni, che ho una grande immaginazione. Può darsi. Ma il primo pensiero che mi viene in mente è che sono piuttosto angosciata. Certo, si potrebbe anche supporre che sono la figlia segreta di Stephen King. E in effetti, questa coltre di nebbia che qui avvolge ogni cosa, da mattina a sera,  crea l'atmosfera idonea, devo dire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-7568849807329602931?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/7568849807329602931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=7568849807329602931' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/7568849807329602931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/7568849807329602931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2008/01/le-notti-di-pavia.html' title='Le notti di Pavia'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-116445607597374723</id><published>2006-11-25T12:16:00.000+01:00</published><updated>2006-11-25T13:06:19.720+01:00</updated><title type='text'>Pensieri e notizie di una fuorisede</title><content type='html'>Qualche tempo fa camminavo per un viale, qui a Pavia (sì, ormai faccio parte anch'io della grande famiglia di migranti che tornano alla terra natìa per le feste e in estate), ed ero immersa in pensieri vari. Sensazione d'autunno, foglie volteggianti nell'aria, crepitìo soffuso mentre calpestavo quelle già cadute a terra, formavano un tappeto. Ad un tratto, come in lontananza, il suono di un campanello. Ma che volete...l'autunno, i pensieri...inglobo anche quel lieve sottofondo nel contesto e proseguo la mia passeggiata sul marciapiede. Senza mettermi di lato. Al centro del marciapiede. Il suono si fa più insistente. Finalmente una qualche zona del mio cervello si illumina, repentinamente mi volto, comprendo la fonte di quello scampanellare e mi metto, finalmente, da parte. Una vecchina in bicicletta mi sorpassa. Ma prima di abbandonarmi del tutto, si volta verso di me, mi guarda, e fa: "Mah!" E via, spinta delle gambette, la vedo allontanarsi veloce all'orizzonte. In fondo, mi viene da pensare, e mica tanto in fondo, spunta sempre fuori che vengo da un altro mondo. Perfino le vecchiette me lo fanno notare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto provando a far crescere la piantina che mi ha regalato la mia amica E. per avere compagnia i primi tempi del mio trasferimento, ma, se riuscirà a sopravvivere, ce la farà nonostante me...le ho dato troppa acqua e qui c'è stata una giornata di sole in tre settimane...il terreno ha fatto la muffa, e un giorno sono dovuta correre da un fiorista qualunque col vaso in braccio per vedere se si poteva fare qualcosa per salvarla. E dire che le sue origini sono africane...non credo le risulti facile il rapporto col clima. Spero che resista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto ho scoperto che queste lezioni che sarò costretta a seguire per ben due anni hanno un immediato risvolto emotivo, accrescono la pietà. La pietà per la povera umanità dolente rinchiusa in quelle aule tutti i giorni per parecchie ore. Poi sì, potremmo dire tante cose, sto imparando nuove idee, nuove prospettive, però che pena per me e per questo frammento di genere umano posteggiato lì senza lavoro! O se qualcuno ha la "fortuna" di essere chiamato per qualche supplenza, il carico di lavoro è così mostruoso, che credo si proceda per eliminazione fisica del futuro docente abilitante, una sorta di legge darwiniana per cui solo il più forte e/o il più furbo sopravviverà. Credevo sarebbe stato un ritorno agli anni dell'università; non è così. E' un ritorno alla scuola media, con tanti, tanti lavori di gruppo. E questo è quanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi lascio con un'immagine bella da quell'unico giorno di sole. Uscendo da lezione, dal palazzo centrale dell'università, ho visto le tre torri medievali illuminate, ma una sola totalmente, un'altra per tre quarti, l'ultima già in ombra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-116445607597374723?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/116445607597374723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=116445607597374723' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/116445607597374723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/116445607597374723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/11/pensieri-e-notizie-di-una-fuorisede.html' title='Pensieri e notizie di una fuorisede'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-116101290631402472</id><published>2006-10-16T17:02:00.000+02:00</published><updated>2006-10-16T17:35:06.336+02:00</updated><title type='text'>Oggi come oggi</title><content type='html'>Sto cercando di dirmi che, in fondo, non è così difficile riassumere un mese e mezzo di vita. Ho studiato, “studio matto e disperatissimo”, soprattutto matto, visto che di giorno ripassavo tutto l’italiano dall’indovinello veronese ai giorni nostri e di sera greco e latino. E tutto per quello che nessun laureato in lettere vorrebbe mai affrontare, ma in cui speri follemente di entrare una volta che lo tenti, sognando che finisca presto una volta che ci sei in mezzo: il concorso SSIS. Che, ho scoperto, in Lombardia si chiama SILSIS, la “S” di siciliana lì si fa lombarda. Che c’entra ora la Lombardia, mi potreste giustamente far notare. Il fatto è che alla fine, a Luglio cioè, mi sono decisa a compiere questo viaggio sentimentale per le regioni del nord. Destinazione: Pavia. Ho chiuso con tutti gli esami da qualche giorno, e adesso si attende il risultato. Qualche nota sul luogo: non c’è bisogno di accanirsi a pulire i ripiani d’acciaio della cucina in quanto l’acqua non ha calcare. Una passata di pezza umida e splende tutto, il discorso fa molto casalinga accanita, ma provate voi a ricordarvi tutto lo scibile umanistico e a essere interrogati in storia dall’uomo di Neanderthal a Nasser e forse sentirete come me uno smodato desiderio di pensiero binario. Se vi alzate la mattina, non troppo presto, diciamo verso le 8:00, noterete in cielo…anzi, noterete il cielo. Il sole è alto, ma sta ancora albeggiando, una palla infuocata, ma velata dalla nebbia, non si vede altro che questa sfera luminosa, il resto fluttua sommerso. Strana sensazione. I primi giorni mi mancava il mio cielo azzurro, e ho vissuto meglio il brutto tempo, almeno te ne fai una ragione del colore grigio. E poi il rumore dell’acqua su di me ha un effetto rilassante...certo, non così tanta come in questi giorni.&lt;br /&gt;Hanno alleviato questo periodo oscuro due film, uno davvero bello, "Nuovo Mondo", sull'altro non aggiungo nulla, "Scoop", tanto chi mi conosce sa che non ho giudizio asettico su Woody Allen, perché nutro un attaccamento folle al personaggio. Ma il cambiamento New York-Londra gli ha fatto indubbiamente molto bene.&lt;br /&gt;Così, oggi come oggi, mi vivo gli ultimi scampoli dell'anno sabbatico che fu, passeggio per Ortigia, soprattutto quando non c'è confusione, ne assaporo i vicoli, mi siedo sui gradini di Santa Lucia alla Badia e sprofondo nella prospettiva sinuosa della piazza che si allunga, vado a vedere il mare alla fontana e cammino a ritroso lungo il passeggio Adorno, contenta di quei colori introvabili altrove, contenta di averli assaporati in pace per tutto l'inverno, di non avere avuto bisogno di andare via per apprezzarli. Un inverno fatto di giorni imperfetti ma belli, di mattine di sole passate sui gradini del Duomo a leggere La Repubblica, di letture, Nabokov e John Fante, di serate al pub e di "ma tu casa non ne hai?"; di Baustelle all'Arci, Roma e Parigi, Scicli e Ragusa, Palermo, due settimane. E pare un'altra vita. Ci sono stati bei momenti, belle risate. Grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-116101290631402472?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/116101290631402472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=116101290631402472' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/116101290631402472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/116101290631402472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/10/oggi-come-oggi.html' title='Oggi come oggi'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115706817855405520</id><published>2006-08-31T23:30:00.000+02:00</published><updated>2006-09-01T01:52:00.880+02:00</updated><title type='text'>Parigi, XVII arrondissement</title><content type='html'>Le principali attività, al ritorno da Parigi, sono state dormire e mangiare, non riesco a ricordare di avere fatto altro per i primi due giorni. Dopo, ho cercato di riprendermi da febbre e raffreddore. Ora, eccomi qua.&lt;br /&gt;Il viaggio. Dunque. Sul volo Roma-Parigi ho dato una mano a Claudia Cardinale, il cui bagaglio aveva deciso di incastrarsi poco prima di salire sull’aereo, lei sorride, dice una battuta, io spersa a pensare che ero di fronte a uno dei mostri sacri del cinema italiano e non, e poi finisce là, anzi finisce con lei in &lt;em&gt;business class&lt;/em&gt; con le tendi verdi a garantire la sua privacy, e io e l’amica G. capitate nei posti peggiori dell’&lt;em&gt;economy &lt;/em&gt;(chi soffre per noi sappia che al ritorno è andata meglio), cioè nei posti dell’uscita di sicurezza, per finestrino un oblò grande quanto le mie mani racchiuse a cerchio. Ma, purtroppo per noi, devo sottolineare un’altra differenza. Claudia affida il suo trolley direttamente nelle mani del comandante, domandandogli la cortesia di riporglielo da parte. Noi…noi atterriamo come lei a Charles de Gaulle, ma dei nostri bagagli non c’è traccia. Su quel rullo ce n’è una serie che nessuno ritira, ma non il nostro; qualche giorno dopo scopriremo che eravamo partite nei giorni in cui gli aereoporti italiani hanno smarrito il maggior numero di bagagli, e come dice mia zia: ci vuole sorte in tutto, macari a chiantari na cipudda. La fila all’ufficio bagagli è lunga, arriviamo tardi a Gare du Nord, non che le stazioni di notte siano ambienti confortanti, quella, forse, meno di altre, soldati in tenuta mimetica e mitragliatrice fanno la ronda a gruppi di tre, e noi a cercare l’uscita e un taxi. Il primo che fermiamo ci fa segno che ha capito dove ci deve portare, ma non ci vuole portare, e se ne va. Comincio a pensare che la casa da raggiungere si trovi in una sorta di Bronx. Il secondo è misericordioso e ci carica. Così termina il primo giorno di vacanza, a sopravvivere con i cambi del mio zaino, dividendoci a metà persino il pigiama.&lt;br /&gt;Nei giorni successivi è andata meglio. Una foto dalla finestra di casa per voi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/IMG_0199.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Il quartiere è carino, non turistico, la mattina esco a comprare la baguette, e qualche volta il cornetto, chiacchero con la ragazza indiana alla cassa del supermercato, mi dice: “Italien?”, e mi chiede in inglese se conosco un certo Alberto che abita là vicino, no, non lo conosco, lei non è mai stata in Italia ma le piacerebbe, io vengo dalla Sicilia, sì, mi piace Parigi, è molto bella, no, non sto tanto, sono lì in vacanza. Scopriamo un negozietto-bazar che vende dal calzino al condizionatore, e ci procuriamo l’indispensabile. Il quartiere che mi è piaciuto di più: è &lt;em&gt;Le Marais&lt;/em&gt;, il quartiere medievale, se girate per i vicoletti vi capiterà anche di incontrare parecchi ebrei ortodossi, c’è la sinagoga là. C’è anche una sala da thé, arredata in un modo che ricorda molto da vicino il vecchio Peter Pan, si chiama &lt;em&gt;Le loir dans la théière&lt;/em&gt;. E raffinati negozi di abbigliamento che prima erano panifici e pasticcerie, guardate alle vecchie insegne in stile liberty con su scritto&lt;em&gt; patisserie&lt;/em&gt;. E ti rimane impressa la luce, specialmente se è quella del tramonto e stai camminando lungo la Senna, e vedi su entrambi i lati tutta una distesa di palazzi magnifici tagliati obliquamente dalla chiarore di ambra. Mi sono arrabbiata al Louvre, che non è disposto come un museo, ma come l’immenso castello che un privato collezionista ha riempito di opere d’arte, per sé e non per mostrarle a un pubblico; non c’è nessun criterio, tutti accaniti a vedere &lt;em&gt;La Gioconda&lt;/em&gt;, e a pochi metri, nel corridoio dei dipinti italiani, ci sono quadri famosi e stupendi di Leonardo che nessuno considera, almeno facessero una sala tutta per lui. &lt;em&gt;Amore e Psiche&lt;/em&gt; del Canova nell’angolo di uno stanzone, senza nessuna tutela, insieme a due statue di Michelangelo e a tutta una serie di altre sculture. Avendo troppo, danno rilevanza a pochissimo. Non si creda che faccio parte degli accaniti per la restituzione della Gioconda: il mio problema è che dispongano meglio tutto il resto. Dallo shock Louvre mi sono ripresa solo visitando il d’Orsay. Davvero Courbet aveva capito tutto, quando dipinse &lt;em&gt;L’origine del mondo&lt;/em&gt;. Che dirvi ancora? A Versailles, eravamo seduti sulla sponda del Grand Canal, quando dalla riva opposta hanno attaccato Oh sole mio, e noi a cantare pure, con applauso finale, povero Luigi XIV, se avesse saputo che gente avrebbe circolato liberamente per la sua reggia… fortuna che è andata così, ma quanto tempo ci vuole per portare le cose a un imperfetta equità, a una parvenza di equilibrio!&lt;br /&gt;Al sesto giorno -pare il racconto della creazione- dacché i nostri piedi avevano toccato il suolo parigino, mi riportano il bagaglio. Ma quello di G. è ancora disperso. Cominciamo a pensare che ci voglia un esorcismo. Le verrà riportato direttamente nella sua terra natìa, quasi una settimana dopo il suo rientro, e grazie all’intercessione di un’assistente di volo, mossa a pietà, che l’ha intercettato in quel di Parigi, dove il povero borsone sostava, ancora abbandonato. Chi incolpare, la compagnia di bandiera, i servizi aereoportuali, la mancanza di personale? Si potrebbe parafrasare: "Parigi val bene un bagaglio"?&lt;br /&gt;Baci &amp;amp; Abbracci. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115706817855405520?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115706817855405520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115706817855405520' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115706817855405520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115706817855405520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/08/parigi-xvii-arrondissement.html' title='Parigi, XVII arrondissement'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115387055687407415</id><published>2006-07-26T00:38:00.000+02:00</published><updated>2006-07-26T01:35:56.893+02:00</updated><title type='text'>Progetto Leggerezza</title><content type='html'>Non me ne vogliano i fans di quest'uomo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/antonio%20rezza.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;ma, dopo aver visto il suo spettacolo, ho cominciato ad avvertire uno smodato desiderio di leggerezza. Quando l'eccessiva somministrazione di cultura può abbrutire fino all'alienazione. Perché, dietro quelle smorfie da maschera napoletana, nella scenografia multiforme, camaleontica, coloratissima della Mastrella, in cui il nostro si trasformava, Antonio Rezza sviscerava, tra una battuta e un insulto al pubblico, un testo sull' Io, di una tragicità tale, e così senza scampo, né rimedio, che in confronto le tragedie greche possono benissimo essere spacciate per teatro comico. La sensazione, uscendo da là, di un doloroso pugno nello stomaco. Dunque, basta. Io ho detto basta. Che ci si immerga nel sacro fiume dell'immediatezza. Il viaggio a Parigi, e prima ancora il concerto di Battiato, e ballare, ballare, un pò di alcool, il vento d'estate che muove le tende all'Arenella. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/IMG_0092.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115387055687407415?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115387055687407415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115387055687407415' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115387055687407415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115387055687407415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/07/progetto-leggerezza.html' title='Progetto Leggerezza'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115265161989134324</id><published>2006-07-11T21:30:00.000+02:00</published><updated>2006-07-11T23:07:22.786+02:00</updated><title type='text'>L'incanto di un luogo e di un uomo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/1600/IMG_0089.0.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Sabato 8 Luglio.&lt;br /&gt;Sono quasi le due del pomeriggio, è finito da poco l'incontro con Wim Wenders, ma mi soffermo ancora un attimo per scattare questa foto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/400/IMG_0090.jpg" border="0" /&gt; Forse è una foto che potrebbe piacergli; in alto, tra i due costoni di roccia, penzolano i fili elettrici. Ha raccontato che, quando arriva in una città che non ha mai visto, fotografa sempre i muri, perché gli raccontano le vicende di quel posto meglio di un volume di storia; e nel dire questo si guardava intorno, osservava le pareti della grotta, i cavi elettrici attaccati senza ordine, con lo stupore felice dipinto sul volto, forse lo stesso che ebbe Goethe, quando visitò per la prima volta le Latomie dei Cappuccini. In un'intervista di qualche anno fa al Corriere della Sera, raccontava di vedersi non come un genio o un maestro, ma come un comico mancato. E sentendolo rispondere alle domande di studenti e appassionati, ho capito il perché. Svelava aneddoti della realizzazione dei suoi film, ridendo, facendo smorfie, interrompendosi, cercando l'uditorio. Anche quando lo interrogavano su argomenti tecnici, gli spazi pieni e quelli vuoti, la fotografia e altro, rispondeva non solo con simpatia, ma portando in primo piano la propria esperienza di uomo, di persona, la religione, l'amore, il padre, la città. E per la seconda volta sento qualcuno parlarmi dell'importanza del Vuoto, che deve essere rispettato, anziché riempito a forza. Ma il momento più sconvolgente è stato la conclusione: lo vedo prendere la macchina fotografica e cominciare a scattare foto all'assemblea, dopo che noi ne avevamo scattate tante a lui, ché c'era proprio un esercito di telecamere e digitali varie. Sono rimasta a fissarlo, ipnotizzata. Sono parte dell'album fotografico di Wim Wenders, forse un pò tagliata dal braccio proteso in segno di vittoria del ragazzo davanti a me, ma aveva le sue ragioni. Aveva fatto una domanda originale, spiegando al regista che, noi messi là, eravamo statici e non integrati con il luogo, visto che le colombe sembravano spaventate dalla nostra presenza e svolazzavano qua e là; proponeva di immaginare una scena in cui noi eramo la camera e Wenders l'attore, come, secondo W., noi, la camera, ci saremmo dovuti muovere e spostare? Ma è stato snobbato in maniera indelicata dall'interprete, che si è rivolta a sentire la domanda di un altro, mentre W. allargava le mani in segno di scuse e gli diceva: "An interesting idea!". Anch'io avrei fatto V con la mano, al posto suo. Dopo c'è stato l'assalto per l'autografo; molti erano riusciti a trascinarsi fin là sotto interi volumi da farsi firmare. Io ne ho approfittato per fargli una foto un pò più da vicino, sommersa dalla folla. Nient'altro. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/400/IMG_0089.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115265161989134324?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115265161989134324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115265161989134324' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115265161989134324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115265161989134324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/07/lincanto-di-un-luogo-e-di-un-uomo.html' title='L&apos;incanto di un luogo e di un uomo'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115209679956574604</id><published>2006-07-05T12:12:00.000+02:00</published><updated>2006-07-05T12:56:38.856+02:00</updated><title type='text'>Ideali Mondiali</title><content type='html'>Ho trovato il mio ideale di bellezza, che è lui:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 177px; CURSOR: hand; HEIGHT: 206px; TEXT-ALIGN: center" height="195" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/Vincenzo%20Iaquinta.jpg" width="177" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Viso scavato, naso importante e imperfetto, colori scuri su pelle pallida. Appena l'ho nominato, gli amici hanno avuto un sussulto di incredulità, ma è così: tra tanti belli, io adoro la bellezza dell'imperfezione. Cosa chiedere di più, se non: ci sposiamo? E che importa se magari non parla bene, o se non ha raggiunto i livelli più alti dell'istruzione scolastica, può anche firmare con una X...a giocare al ruolo dell'intellettuale basta benissimo uno solo. Come disse qualcuno prima di me, è il concetto del capolavoro pittorico o della statua greca, li contempli e pensi alla loro bellezza, qualcuno pretende forse che parlino?                              Lo sapeva bene Winckelmann, quando descrisse l' Apollo del Belvedere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi. La mia massima soddisfazione. Partita Italia-Ucraina, secondo goal, quello di Toni, io che grido &lt;strong&gt;"GOAL!!!!!"&lt;/strong&gt; prima di tutto il mio condominio, composto da quattro scale, due di ben 11 piani, la mia di 8, l'altra non so. Al mio urlo risponde il boato dell'intero complesso, e pare un'eco. Alla faccia di chi ha Sky, e saranno la maggior parte, che riceve il segnale con 1, forse 2 secondi, di ritardo. Quando il tempo e la rete nazionale fanno la differenza. Mia sorella mi fissava attonita.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115209679956574604?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115209679956574604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115209679956574604' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115209679956574604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115209679956574604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/07/ideali-mondiali.html' title='Ideali Mondiali'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115149229877627220</id><published>2006-06-28T12:35:00.000+02:00</published><updated>2006-06-28T12:58:18.776+02:00</updated><title type='text'>L'italiano non è l'italiano</title><content type='html'>[...] Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. "Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!".&lt;br /&gt;"Tanti: e mi pesano" convenne il professore.&lt;br /&gt;"Ma che dice? Lei non è mutato per nulla, nell'aspetto".&lt;br /&gt;"Lei sì" disse il professore con la solita franchezza.&lt;br /&gt;"Questo maledetto lavoro...Ma perché mi dà del lei?".&lt;br /&gt;"Come allora" disse il professore.&lt;br /&gt;"Ma ormai...".&lt;br /&gt;"No".&lt;br /&gt;"Ma si ricorda di me?"&lt;br /&gt;"Certo che mi ricordo".&lt;br /&gt;"Posso permettermi di farle una domanda?...Poi gliene farò altre, di altra natura...Nei componimenti d'italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?".&lt;br /&gt;"Perché aveva copiato da un autore più intelligente".&lt;br /&gt;Il magistrato scoppiò a ridere. "L'italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica...".&lt;br /&gt;"L'italiano non è l'italiano: è il ragionare" disse il professore. "Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto".&lt;br /&gt;La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                        L. Sciascia, &lt;em&gt;Una storia semplice&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115149229877627220?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115149229877627220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115149229877627220' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115149229877627220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115149229877627220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/06/litaliano-non-litaliano.html' title='L&apos;italiano non è l&apos;italiano'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115133083039520255</id><published>2006-06-26T15:55:00.000+02:00</published><updated>2006-06-26T16:07:10.410+02:00</updated><title type='text'>Esilio?</title><content type='html'>Ancora non mi sono abituata all'idea che, alle ultime elezioni regionali, abbiamo bruciato ogni possibilità di cambiamento per i prossimi cinque anni. E davvero certe volte mi sembra di vivere in una terra senza possibilità di redenzione.&lt;br /&gt;Ma se, in questo referendum, vince il sì, allora avrò finalmente compreso di vivere in una intera nazione devota al crollo.&lt;br /&gt;Potrò solo scegliere di andare in esilio, a quel punto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115133083039520255?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115133083039520255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115133083039520255' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115133083039520255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115133083039520255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/06/esilio.html' title='Esilio?'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-115090098843140684</id><published>2006-06-21T16:29:00.000+02:00</published><updated>2006-06-21T16:43:09.373+02:00</updated><title type='text'>Tutto il dolore che c'è</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/1600/IMG_0011.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" height="250" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/IMG_0011.jpg" width="328" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una spoglia distesa di dune di sabbia, un albero secco che si erge sulla scena. Una vecchia donna, che prima era regina, trascina incessantemente cadaveri, segnando di solchi ondulati il suolo, e li raccoglie a piedi dell’albero. Un ancella, lo stesso Odisseo, le danno notizie terribili, ma lei continua la sua azione, non smette di raccogliere i suoi caduti. E parla, ma non dialoga. Il suo dolore è totale, e non ci sono più parole da comunicare, ma solo da dire a sé stessi, il dolore di chi ha perso tutto, la città, gli affetti, non c’è più nulla che possa farla sentire al sicuro. Come quei vecchi,  che, arrivati al limite della vita, fanno monologhi tra sé, a voce bassa, e sembrano non voler disturbare nessuno, in quel mondo in cui continuano a muoversi, ma che già sembra non gli appartenga più. È la follia della sofferenza assoluta, quella che non conosce confini, senza divinità che vengano in soccorso, senza grida, né lacrime, senza strade da percorrere. &lt;em&gt;La strada, non conosco la strada per il mio viaggio&lt;/em&gt;. Curva, china sul suo bastone, le pongono un velo nero sul capo per piangere la morte dell’ultimo suo figlio, e lei oscilla, seduta su una vecchia valigia che sembra di cartone, come quelle della nostra gente che emigravava, all’inizio del secolo scorso. Avanti e indietro, avanti e indietro.&lt;br /&gt;I mali che si assomano ai mali: &lt;em&gt;perché Zeus non mi ha ucciso? Perché io, infelice, potessi vedere il male moltiplicarsi, ingigantirsi?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ecuba. Per la prima volta, nel medesimo ciclo di rappresentazioni classiche, ho visto la stessa tragedia due volte. E penso che andrei a vederla ancora. La regia di Massimo Castri mi è sembrata pensata e originale, nella resa del testo; e anche se non mi piacciono le facili modernizzazioni, non stonavano i costumi ispirati alla prima guerra mondiale, con le donne vinte vestite degli stessi cappotti verdi dei vincitori, a ribadire la schiavitù degli oppressi, che già sono tutt’uno, pur non volendo, con chi li domina: quello che per i greci rappresentavava la guerra di Troia, per noi può essere raffigurato come la guerra assoluta, il primo conflitto mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è necessario che un’opera d’arte sia perfettamente attuale, perché sia bella. Ma il tono sommesso di Elisabetta Pozzi,  quel suo parlare che sembrava non avere bisogno di ascoltatori, mi hanno fatto pensare al papà di quel ragazzo sardo morto in Iraq di recente, che alle domande del giornalista, rispondeva, con quella stessa intonazione silenziosa: “Voi lo sapete…lo sentite alla televisione…non c’è lavoro e lui aveva fatto quella scelta, …e noi ci eravamo affezionati a quella divisa. Non piango il soldato morto per la patria, piango il figlio. Bisogna portare via i nostri ragazzi dall’Iraq, non si può mandarli in una terra dove non c’è alcun rispetto per la vita umana”.&lt;br /&gt;Che è quanto di più vero e toccante abbia mai sentito dire sulla presenza italiana in Iraq, capace di far collassare tanta roboante prosopopea politica sul valor di patria e sulla necessità della missione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-115090098843140684?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/115090098843140684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=115090098843140684' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115090098843140684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/115090098843140684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/06/tutto-il-dolore-che-c.html' title='Tutto il dolore che c&apos;è'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114952369416544137</id><published>2006-06-05T15:59:00.000+02:00</published><updated>2006-06-06T11:24:15.630+02:00</updated><title type='text'>Senza titolo</title><content type='html'>Stamattina ho aperto una vecchia agenda.&lt;br /&gt;Mi sembra doveroso spiegare che non sono solita usare le agende per annotarvi impegni imminenti, e nemmeno per prendere appunti, come vedevo fare a lezione a qualche mio collega (sistema parecchio scomodo, a mio parere, meglio i quadernoni). Neanche come diari segreti degli anni post-adolescenziali.&lt;br /&gt;Io le riempio di foglietti. In pratica, quando non voglio buttare una carta qualsiasi, la metto in un'agenda o dentro un libro che ho sottomano. Non è un metodo che denota grande ordine, quindi non è consigliabile ai pignoli o a chi sia in cerca di un assetto funzionale dell'universo. Ha però degli aspetti positivi, perché ognuno di quei pezzetti di carta che ti ritrovi in mano è come un contenitore di memoria messo da parte: è, sì, accantonato, ma appena lo prendi e lo rigiri tra le dita, ecco inaspettatamente riaffiorare luoghi, persone, stati d'animo.L'agenda in questione avrà almeno dieci anni, è foderata in finta pelle verde con un bordo di stoffa scozzese, davvero brutta insomma.&lt;br /&gt;Dentro, ho trovato: qualche lettera scritta a mano e mai consegnata ai diretti interessati; il tagliando d'ingresso del &lt;em&gt;Cenacolo Vinciano&lt;/em&gt;, che riuscii a vedere per gentilezza del ragazzo preposto alla biglietteria; il biglietto della prima partita di calcio che ho visto, Siracusa- Misterbianco, che riporta come dicitura "Ingresso al Ballo"; segnalibri, adesivi, un foglio inutile del BancoPosta; i testi con traduzione di "&lt;em&gt;The Dark Side of the Moon&lt;/em&gt;", numeri di telefono senza il nome accanto. C'è anche una poesia, che un amico mi diede in una busta, una sera di settembre; ricordo la lessi da sola a casa. Credo abbia vinto anche un premio, ma non so dire di più. Da allora l'amicizia si interuppe. Non lo vedo, né lo sento, da anni. Ma non voglio tenere nel cassetto questa poesia, pertanto la pubblico, omettendo, per discrezione, il nome dell'autore. Non ha titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Già di lu nomu si capisci&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca si na criatura singulari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca propriu unni l'arfabetu si finisci&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cuminci tu e l'autre si ponu luvari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rici ca lu tou è nomu furisteru&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e forsi è propriu chistu ca mi piaci assai&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca quannu lu prununciu assapuru lu misteru &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di fimmini vilati e di profumi ca pinsatu n'avissi mai&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quannu poi ti viru o sentu la tu vuci &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;n'angilu do cielu sussurra a lu me cori&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e pari c'assapuru na bivanna accussi aruci&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca lu me orgoglio picca picca mori.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E comu n'ciure stai supra na muntagna&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e vardi sia la terra ca lu cielu&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e quannu acchianu lu me umuri cagna&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;picchi' ti viru e nun mi pari veru.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E ti taliu e viru li to grazie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca tu cummogghi cu sensu di puduri&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;forsi t'affrunti di li to billizze&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ammentri iu arringraziu lu Signuri.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E ti taliu e ascutannu i to paroli&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca tu sussurri chianu chianu&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;pinsannu: "Chiddu ca stu ciuri voli&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;iave na gemma rintra a li so manu".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Anveci ora mi piaci 'mmaginari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca sta ligennu stu puema nicareddu&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e mentri leggi ti batti forti u cori&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca si spugghiata 'nnanzi u sintimentu.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E forsi è chistu nu mumentu 'ndà la vita&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca viri u munnu cu la so billizza&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;rapi lu cori è l'amuri ca t'anvita&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ca do rumani nun avemu mai cirtizza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per amarlo era ormai troppo tardi. Tuttavia, c'era, in quelle parole, come lo studio attento di un pittore prima di fissare per sempre il suo quadro; alla penultima strofa alzai gli occhi, mi sembrava fosse lì a guardarmi, mentre leggevo il suo &lt;em&gt;poema nicareddu. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114952369416544137?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114952369416544137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114952369416544137' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114952369416544137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114952369416544137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/06/senza-titolo.html' title='Senza titolo'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114838172470120251</id><published>2006-05-23T12:52:00.000+02:00</published><updated>2006-05-23T13:00:37.043+02:00</updated><title type='text'>La breve sera di una lacrima</title><content type='html'>Sono corsa giù per la collina di pelle, rapida, balenante, prima che una mano bloccasse la mia breve vita di cristallo, lasciandomi dietro una scia di trasparenza luminosa, come solo le formiche sanno fare nel loro andirivieni su un pavimento opaco. Nascevo da spilli invisibili, conficcati in profondità, celati sotto una coltre di improrogabili occupazioni, coraggiose finzioni, sorrisi conquistati immolando desideri. Passioni e interessi da dare in pasto al cuore, che plachino la sua fame divorante, prima che ti dilani!&lt;br /&gt;Io venivo da là, ma avevo diritto a esistere per quella sera, ad arrossare gli occhi e inumidire quella guancia appena dorata dal sole; da tempo non sapevo più cos’era, sgorgare sotto un cielo di stelle, sentire il fruscìo dell’aria tiepida di una primavera già estiva, attraversare la piazza di mandorla e fondermi coi suoi bagliori soffusi, mentre il passo si affrettava per sfuggire i sentimenti esibiti, si affrettava, e io sapevo che, se avesse potuto, se avesse potuto, si sarebbe arrestato, quel passo, fin quasi a gattonare, prima un palmo, poi un ginocchio, avanti così, un palmo, un ginocchio, e forse allora, chissà, avrei toccato anche il suolo, quei lastroni chiari con la striscia di ottone degli scavi sepolti. Il suo cammino si sarebbe smarrito sui gradini di pietra, accanto alle colonne doriche dell’antico tempio, e io avrei cessato il mio percorso vivendo mille volte, riflettendo, io, piccola sfera di vetro, tutto il chiarore di pesca delle luci dispiegate intorno. Ma provenivo da solitudini, quelle che assalgono tra la gente, quelle che si aggrappano alla gola mentre scherzi ad un tavolo tra amici, infermabili, irrefrenabili, che inducono ad allontanarsi, a fuggire via, veloce, veloce, veloce! Scaturivo da un pitagorico eterno ritorno, da stancanti ciclicità sempre identiche a sé stesse, da sciocche svalutazioni. Non mi era consentita l’esternazione.&lt;br /&gt;Eppure, non mi sono arresa. Contro la volontà che mi sovrastava, ho scorto i vicoli ombrati delle strade, le vetrine scintillanti di tenui tessuti colorati, l’abbraccio di due fidanzati, ho sentito il sandalo oltrepassare leggero la pozza d’acqua che sempre si forma all’angolo del mercato. Il rombo della macchina messa in moto, la piatta oscurità del mare in via Arsenale, gli alberi ondeggianti della Villa Politi, il rosone della chiesa scoperchiata di San Giovanni, e poi, l’abisso oscuro delle Latomie, con tutto quel verde gettato in profondità, la Gioconda, la bocca chiusa da cifre, in un manifesto, quante cose ho visto, mentre la macchina sembrava non volere trovare un approdo, mentre si fermava per brevi soste, su e giù per la città, senza meta, senza scopi. Rotolando, una mano mi aveva scacciato, io, però, ero rimasta, traccia umida sul viso, e nebbia velata negli occhi grandi, a guardare la vita muoversi e ondeggiare, prima di sperdermi tra le pieghe di carta di un fazzoletto, confusa tra le sottili strisce delle ciglia, che un mascara poco discreto aveva disegnato, e le tracce di matita nera, schizzate a brevi tratti, opera incisa con l’acqua su un foglio improvvisato, io, minuscola artista di una sera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114838172470120251?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114838172470120251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114838172470120251' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114838172470120251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114838172470120251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/05/la-breve-sera-di-una-lacrima.html' title='La breve sera di una lacrima'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114786064204787102</id><published>2006-05-17T11:33:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T12:10:42.060+02:00</updated><title type='text'>P.S.</title><content type='html'>Perdonate l'eccessiva logorrea di questi giorni, ma non potete, assolutamente, perdere questo film:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/200/Romance%20%26%20cigarettes.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;E non solo perché è molto divertente, senza essere fino in fondo una commedia, ma anche perché contiene battute memorabili e illuminanti sulla diversità di pensiero tra uomini e donne (che equivale alla pressoché totale incomprensione delle donne da parte degli uomini), sulla vita e l'amore. Alla figlia che si vuole sposare, Ketty (Susan Sarandon) dice che è ancora troppo giovane e aggiunge: "Pensa alla vita, per l'amore c'è sempre tempo". Che non è poco sul serio. Oppure a una tizia ancora innamorata del marito che, mi pare, era scappato via  un bel pò di anni prima, la stessa Ketty dice: "Quello che una donna crede di fare non importa, Grace". Poi c'è la teoria che io ho sempre sostenuto, che il genere maschile guarda all'altro sesso innanzitutto con una certa componente di violenza, più o meno palese, splendidamente enucleata in una battuta di Steve Buscemi.  Da vedere e da ascoltare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114786064204787102?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114786064204787102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114786064204787102' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114786064204787102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114786064204787102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/05/ps.html' title='P.S.'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114779298765317991</id><published>2006-05-16T15:49:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T12:14:48.936+02:00</updated><title type='text'>Compleanno</title><content type='html'>Domenica notte, nella mia stanza.&lt;br /&gt;Distesa sul letto, sollevo in aria le gambe, dritte dritte, e mi diverto a far passare il cappello di paglia da un piede all'altro, e giocherello a farlo roteare in equilibrio su di un piede. Indugio. Ripenso al giorno prima, al giorno del mio compleanno, penso che se l'avessi preventivato, programmato, pianificato, probabilmente non sarebbe stato tanto memorabile:&lt;br /&gt;sole, e mare, la voce vibrante di una bellissima attrice che scandisce, nel silenzio assorto della cattedrale, la poesia orientale del Cantico, due allegri tequila bum bum e lezioni notturne di iconografia cristiana a una squadra di pallanuotisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio compleanno inizia qualche giorno prima di quanto gli spettasse, si avvicina sulle note di un album di Nick Drake, &lt;em&gt;Pink Moon&lt;/em&gt;, ma... canta ancora per me &lt;em&gt;Things behind the sun:&lt;/em&gt; è la mia preferita.&lt;br /&gt;Il mare è luccicante il 13 Maggio e il sole mi brucia la pelle, i piedi nudi sugli scogli e un cappello di paglia sulla testa, i raggi filtrano dalla filigrana, il vento agita i capelli che ho cercato di raccogliere. Un ricciolo sfugge e cade giù, sulla spalla. Mi scappa la pipì, brrrrrrrr, l’acqua è gelida, c'è qualche piccola onda, pensavo di cavarmela bagnandomi solo le gambe, alla fine ho fatto il primo bagno. Quando esco sono così anestetizzata che non sento nemmeno la brezza fresca del vento. Vola il cappello sugli scogli, corri prima che cada in acqua! Appena in tempo. Eppure sembrava potere stare lì per sempre, poggiato su quelle pietre.&lt;br /&gt;A casa, lo specchio mi rimanda l’immagine di un naso e di guance arrossate. Inavvertitamente, le sorrido.&lt;br /&gt;Doccia, e via di nuovo fuori, c’è Galatea Ranzi che recita il &lt;em&gt;Cantico dei Cantici&lt;/em&gt;. Il pianoforte in fondo alla chiesa, e lei in alto, sul pulpito a destra, prima dell’altare, creano come un arco di suono e parole, lei così piccola materializza carisma, mentre intercala al cantico un commento, un commento sulla sacralità del &lt;em&gt;Cantico&lt;/em&gt; proprio perché è VUOTO, non c’è Dio, canto d’amore di due amanti, finito nella &lt;em&gt;Bibbia&lt;/em&gt; perché qualcuno lo spacciò per opera di Salomone. E per la prima volta ho sentito quella chiesa, il duomo, risuonare di : "…la chiesa non rifiuta la sessualità, accoglie l’amore fisico"; e ho sentito una traduzione del &lt;em&gt;Cantico&lt;/em&gt; quale non avevo mai letto, che dava a ogni cosa il suo nome senza falsi pudori, mentre lei scandiva : “Duro come la morte è l’amore”, vedendo nei due amanti che si cercano, si trovano, si perdono per poi cercarsi ancora, quello che sono: un uomo e una donna. Il finale resta aperto, e rimane come l’impressione che i due anonimi protagonisti si stiano ancora cercando, e nutrano, così, il loro amore. E siccome ascoltare la conclusione dell’arcivescovo, dopo tanta elevatezza, avrebbe rovinato la commozione che c’era in tutti noi, abbiamo pensato bene di defilare, e neanche tanto segretamente, visto che eravamo in seconda fila, per poi rientrare solo quando abbiamo sentito l’applauso di fine discorso. Mi sa che quell'uomo non ha capito granché del problema del &lt;em&gt;Vuoto&lt;/em&gt;, e magari se fosse stato zitto, avrebbe permesso a tanti, me compresa, di fermarsi un attimo in silenzio, ad ascoltare la voce del sacro, che è muta, il più delle volte. Comunque, siamo rientrati perché mi volevano presentare Galatea, mi è sembrato surreale dirle il mio nome, e scambiare due parole con lei.&lt;br /&gt;Ma, certo, non potevo immaginare quale sarebbe stata la vera scena surreale della serata. Dopo aver brindato a base di tequila, dopo aver doppiamente brindato, e senza nemmeno sbrodolarmi, timore di cui avevo reso partecipe un intero pub, avevo introiettato in me quelle giuste componenti che permettono di muoversi con fluidità persino nell’ambiente alienante di piazzetta San Rocco il sabato sera. Così, a un tipetto alto, dai riccioli biondi e pallanuotista nel corpo e nello spirito, ho detto che era preciso al cartone animato&lt;em&gt; Hercules&lt;/em&gt; della Disney. Ma non è finita qua. Lui si è tirato appresso tutta la sua squadra, e la mia amica, che faceva da &lt;em&gt;trait d’union&lt;/em&gt; (ridi, pazzerella?), ha pensato bene di presentarmi come un’esperta di letteratura cristiana, e mi ha invitato a chiarire a quale iconografia potevo associarli. E proprio io, che di solito evito di fare riferimenti culturali o pseudo tali, quando so che chi ascolta non potrà seguirli, ho detto a Hercules che rientrava nelle rappresentazioni angeliche stile Raffaello, a un altro che era preciso il &lt;em&gt;San Sebastiano&lt;/em&gt; di Dresda di Antonello da Messina (ma veramente, era identico, stessa capigliatura!), alché l’ultimo, un moretto, si è sentito escluso, e voleva sapere pure lui, a chi assomigliava. La mia risposta? “Bhé, tu, se ti va bene, uno degli apostoli, ma io direi: Giuda Iscariota, stile &lt;em&gt;Ultima Cena&lt;/em&gt; di Leonardo da Vinci”. Nel frattempo, quasi davanti a loro, dissertavamo sulle doti dell’uomo bello e stupido, mentre io mimavo platealmente il gesto dell’encefalogramma piatto. Ma i pallanuotisti, per nulla scalfiti, proponevano una sana fumata tutti insieme, ma con loro niente &lt;em&gt;sympatheia&lt;/em&gt;, e così via, siamo scappate via ridendo, mentre passava la televisione e io volevo rilasciare un’intervista sul valore bacchico del tequila bum bum.&lt;br /&gt;Chi l'avrebbe mai detto che, a fare 27 anni, mi sarei divertita tanto?&lt;br /&gt;Gira il cappello di paglia sul soffitto bianco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114779298765317991?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114779298765317991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114779298765317991' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114779298765317991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114779298765317991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/05/compleanno.html' title='Compleanno'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114736150972060185</id><published>2006-05-11T17:11:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T17:41:20.016+02:00</updated><title type='text'>Ridiamoci su</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/1600/annie-hall.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/annie-hall.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pensai a quella vecchia barzelletta, quella in cui uno va da uno psichiatra e dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E il dottore gli dice: E perché non lo fa internare?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E quello gli risponde: E poi a me le uova chi me le fa?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna, e cioè che siano totalmente irrazionali...e pazzi...e assurdi...ma che vadano avanti perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova".&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Woody Allen-A&lt;em&gt;nnie Hall&lt;/em&gt; (1977) &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114736150972060185?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114736150972060185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114736150972060185' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114736150972060185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114736150972060185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/05/ridiamoci-su.html' title='Ridiamoci su'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114687399028214167</id><published>2006-05-06T00:27:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T17:33:08.216+02:00</updated><title type='text'>Ieri, a Sud di ogni Sud</title><content type='html'>Di mattina sono andata in libreria. Uno di quei posti in cui mi sento perfettamente a mio agio, conosciuto da bambina, la libreria Diana. Allora, non era così grande, c’erano solo il pianterreno e il sotterraneo, dove tenevano i libri scolastici e le collane per ragazzi. Ero convinta che un giorno sarei arrivata a leggerli tutti, i libri della libreria Diana. Il fatto non si è mai verificato, ma indubbiamente ero mossa da nobili propositi.&lt;br /&gt;Ricordo il primo romanzo che comprai, di quella collana (rullo di tamburi):&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Le piccole donne&lt;/em&gt;. Oggi, non rifarei lo stesso errore. Perché magari sei di quei tipi che si affezionano ai personaggi (ora come ora Arturo Bandini), e finisci per leggerti anche&lt;em&gt; Le piccole donne crescono&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;I ragazzi di Jo&lt;/em&gt;, e così via, e magari qualcuna di loro (o peggio tutte) ti sta pure simpatica, e, non lo razionalizzi, ma cresci pensando che vuoi diventare come loro, una brava ragazza, che in questo mondo significa un’imbranata e, quel che è peggio, in futuro per te saranno cavoli.&lt;br /&gt;Comunque, il primo motivo per cui mi trovavo là, era procurarmi uno squallido libro di test della SISS, sì, perché la famigeratissima SISS è stata riconfermata. Ho letto il decreto della Moratti, firmato ad Aprile. Ha un che di comico. Inizia con la citazione di tutta una serie di leggi e decreti: vista la legge n. , visto il decreto tot e giù con una ventina di richiami legislativi; e poi tra una riga e l’altra, sempre in forbito linguaggio giuridico, dice: visto che si deve pur dare un modo di abilitarsi a quelli che vogliono fare i professori nella scuola secondaria; morale: viene riconfermata per l’anno 2006/2007. Solo che mi sarei depressa ad uscire da là con solo quel malloppo nella busta, e mi sono consolata con un romanzo mitteleuropeo,&lt;em&gt; Principesse&lt;/em&gt; di Eduard Von Keyserling e &lt;em&gt;Una Storia Semplice&lt;/em&gt; di Sciascia.&lt;br /&gt;Una volta uscita, mi sono messa a camminare. Non volevo tornare a casa. I pensieri oscillavano su pochi punti essenziali: chissà che fine avrei fatto, in che città avrei tentato il concorso, come sarebbe stata la vita della trapiantata fuori dalla Sicilia e da Siracusa. E’ vero che qui gli stimoli sono pochi, e si finisce per fare quasi sempre una vita abbastanza ordinaria, ma c’è il mare. E la bellezza dei posti e delle cose colma molte mancanze, anche se non copre tutti i vuoti. E siccome, quando si soffre, è bene arrivare fino in fondo, così poi si volta pagina, talvolta, cammina cammina, compro La Repubblica. Dentro, l’inserto consueto del giovedì, sui viaggi. In copertina una foto dell’Isola delle Correnti, con il rimando all’articolo: A sud di Siracusa, tra colori, sapori…Vedo subito che ci sono delle foto bellissime del Duomo. Mi piace molto come si intitola l’articolo: A Sud di ogni Sud. Già…si può non soffrire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è fatto tardi, vado a letto, a leggere &lt;em&gt;Lolita&lt;/em&gt;. Nabokov scrive divinamente. E bisognava pur equilibrare quelle lontane, piccole donne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114687399028214167?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114687399028214167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114687399028214167' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114687399028214167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114687399028214167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/05/ieri-sud-di-ogni-sud.html' title='Ieri, a Sud di ogni Sud'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114582413148030029</id><published>2006-04-24T21:15:00.000+02:00</published><updated>2006-04-27T11:51:33.130+02:00</updated><title type='text'>Appunti di viaggio</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Una conversazione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Su un autobus che, dal quartiere Trieste, doveva portarmi a Roma Termini, mi sono fatta notare perché non riuscivo ad obliterare il biglietto. Così, un signore, maglione nero e capelli bianchi, ha preso a cuore il mio caso e mi ha dato qualche utile suggerimento. Biglietto timbrato, ha cominciato a raccontarmi della sua vita e delle sue idee. Immaginatevi un'intonazione romanesca.&lt;br /&gt;"Ho lavorato con Franco e Ciccio, peccato sono morti troppo presto. Io sono calabrese, il nord l'hanno costruito quelli del sud. Come dice Funari, non c'è miglior popolo dei calabresi. Lei è insegnante, vero?"&lt;br /&gt;Io rispondo che no, ancora non lo ero.&lt;br /&gt;"Uno lo capisce subito che persona ha di fronte, sa, ho lavorato per le scuole, facevo recitazione, ho lavorato a scuola, faccio la fame io, ma a me ci pensa Dio, i preti no, perché i preti sò farabbutti. Lei sta a Roma, stà?"&lt;br /&gt;Mi affretto a dire che sono lì in vacanza.&lt;br /&gt;"No, perché ho pensato che potrei lasciarle il mio indirizzo, se ha bisogno, per stare a Roma, i primi tempi, per lavorare.."&lt;br /&gt;Io gli assicuro che non pensavo di lavorare a Roma, che mi sembrava molto difficile. L'autobus percorre un altro tratto di strada, lui mi fa gli auguri di buona Pasqua e scende.&lt;br /&gt;Il dubbio che mi è rimasto: chissà se ha davvero lavorato con Franco e Ciccio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Meridionalità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;A S. Pietro abbiamo chiesto a un ragazzo in giacca grigia se ci poteva fare una foto. Risposta: "Scusate, ma stò a lavorà, stò..m'ero tolto el cartellino se no me facevano domande!". Ecco perché, a Roma, ci si sente a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Emozioni varie.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A Castel Sant'Angelo, nel punto in cui si pensa fosse stato seppellito l'imperatore Adriano, se guardate sulla parete in alto, c'è una piccola lastra di marmo, in cui il monarca poeta volge un saluto alla sua anima, cui il corpo aveva dato ospitalità e da cui aveva ricevuto compagnia, mentre ora sarebbe andata a finire in luoghi "palliducci freddi e nudetti (&lt;em&gt;pallidula rigida nudula&lt;/em&gt;)". La fragilità delle cose umane è espressa nei toni della filosofia stoica. Inizia così: "&lt;em&gt;Animula vagula blandula&lt;/em&gt;...". Insomma, anche lui che fu &lt;em&gt;princeps et&lt;/em&gt; &lt;em&gt;imperator&lt;/em&gt;, sentiva di parlare alla sua anima come a un' "&lt;em&gt;Animella&lt;/em&gt;". Oh, immensa &lt;em&gt;consolatio&lt;/em&gt;...!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendo solo due ore a disposizione per girare i Musei Vaticani, ho scelto di trascorrerne una interamente nella Cappella Sistina. Vi risparmio la descrizione del groppo alla gola che mi è preso quando mi sono trovata là dentro, che pensavo mi venisse la sindrome di Stendhal da un momento all'altro, e i miei pensieri sul genio di Michelangelo. So solo che l'altra ora mi è passata a raggiungere la Cappella e a tornare verso l'uscita, solo i corridoi avrebbero meritato una visita a parte. E così si capisce quel detto inglese:&lt;br /&gt;Ci vuole l'aiuto dello Spirito Santo per conservare la fede in Vaticano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114582413148030029?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114582413148030029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114582413148030029' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114582413148030029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114582413148030029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/04/appunti-di-viaggio.html' title='Appunti di viaggio'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114548489057234654</id><published>2006-04-19T22:53:00.000+02:00</published><updated>2006-04-20T00:19:24.956+02:00</updated><title type='text'>Modì e Antonello da Messina</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/1600/modigliani.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/200/modigliani.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se vi dovesse capitare di andare a Roma entro Giugno, ci sono due mostre che non potete assolutamente perdere. Una è quella dedicata a Modigliani.&lt;br /&gt;Hanno una grazia infinita i quadri di Modì. Gli occhi senza iride, i colli smisuratamente allungati, ritratti che perdono la fisionomia reale, ma che sembrano attraversarvi con lo sguardo, mentre li state osservando. E pensare che il suo sogno era fare lo scultore, ma dovette abbandonare l'idea perché soffriva di asma e la polvere di marmo gli irritava i polmoni. Fu sempre un cruccio questo, per lui. Su un pannello bianco c'era scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La vita è un dono: dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno". &lt;em&gt;Amedeo Modigliani, 1919&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;L'altra: Anton&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/1600/annunciata.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/200/annunciata.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ello da Messina alle Scuderie del Quirinale. Capisco che potrà sembrarvi eretico accostare le donne e le amanti ritratte da un artista del Novecento, con un quadro a soggetto sacro quale l'&lt;em&gt;Annunciata&lt;/em&gt; di Antonello, pittore del Quattrocento. Ma anche qui, gli occhi. Quello che con le mie parole non riuscirò mai a dirvi è come vi guarda questo quadro quando gli siete di fronte. Sarà perché il pittore rivoluzionò il modo di dipingere la scena dell'Annunciazione realizzando un dipinto in cui lo spettatore assumeva il punto di vista dell'angelo, ed è come se la donna si stesse rivolgendo a te, che in quel momento la stai guardando. Sarà perchè il divino non è materialmente presente nella scena: nessuna colomba a sottolinearne la sacralità. Solo la bellissima umanità di una donna, che protende la mano. Quando ero stata a Palazzo Abatellis, a Gennaio, si trovava in mostra a New York. Un'emozione vederla a Roma, come una persona che hai cercato per tanto tempo, e alla fine incontri in un posto dove non ti aspettavi di essere, in un momento in cui non pensavi di incontrarla. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Volo pindarico. Non dimenticherò il racconto de&lt;em&gt; La Grazia&lt;/em&gt; di Nabokov mentre lasciavamo la terrazza di Castel Sant'Angelo, con il sole del tardo pomeriggio che riscaldava di luce ogni cosa bella intorno a sé.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114548489057234654?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114548489057234654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114548489057234654' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114548489057234654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114548489057234654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/04/mod-e-antonello-da-messina.html' title='Modì e Antonello da Messina'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114479482975252269</id><published>2006-04-12T00:05:00.000+02:00</published><updated>2006-04-12T00:37:11.893+02:00</updated><title type='text'>Vittoria e saluti</title><content type='html'>Vittoria risicata o meno, spero vivamente di non vedere più quell'imbroglione seduto sulla poltrona di &lt;em&gt;Presidente del Consiglio&lt;/em&gt;. Che sarà pure vero, da come sono andate queste elezioni, quello che diceva il mio professore del ginnasio: popolo, 3 zeri. Ma il Bel Paese, per quanto si ostini a non volersi elevare più di tanto, non può certo permettersi di trastullarsi ancora nell'emissione di leggi &lt;em&gt;ad personam.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Così, gioisco che la legge elettorale si sia rivoltata contro quelli che l'avevano modificata, dato che erano andati espressamente contro la volontà popolare; che senso ha chiedere agli elettori se preferiscono il maggioritario o il proporzionale, quando poi ci si fa beffe di quella volontà e si cambia il sistema secondo il proprio utile?&lt;br /&gt;Ma noi non abbiamo la stessa tradizione democratica della Francia, non abbiamo lo stesso senso del diritto, e accettiamo passivamente ogni cambiamento, lamentandoci forse, ma pacati, nel triste pensiero che tutto sarà sempre uguale, e ci siamo addossati tante cose, legge Biagi, sistema proporzionale e altro, altro ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora buonanotte, ché domattina si parte...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114479482975252269?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114479482975252269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114479482975252269' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114479482975252269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114479482975252269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/04/vittoria-e-saluti.html' title='Vittoria e saluti'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114410650366275797</id><published>2006-04-03T23:11:00.000+02:00</published><updated>2006-04-04T01:21:43.683+02:00</updated><title type='text'>I giorni strani dell'abbastanza</title><content type='html'>La sindrome dell'&lt;strong&gt;abbastanza&lt;/strong&gt; non è, come banalmente si potrebbe credere, il problema dell'&lt;em&gt;averne &lt;/em&gt;abbastanza. Un luogo privilegiato per lo sviluppo di questa condizione dell'animo è la scuola, gli anni del liceo soprattutto. Affrontate un'interrogazione, siete bravi, avete studiato, rispondete bene a tutte le domande, ma, per quanto vi sforziate, non riuscite mai ad eguagliare chi già da tempo è stato decretato come "la punta di diamante" della classe. Magari avete risposto a una domanda in più rispetto a lei/lui. Non importa. Non potete sperare nello stesso voto. Così vi assale un senso profondo di ingiustizia che pare bruciarvi dentro, e comincia a insinuarsi quella dolorosa sensazione di non &lt;em&gt;sentirsi&lt;/em&gt; mai abbastanza. Bravi sì, ma non abbastanza. Qualche anno, e quella sensazione fluttuerà verso altri importanti aspetti della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono strani i giorni dell'abbastanza.&lt;br /&gt;Sono giorni in cui le amiche mi parlano consapevoli che non le sto ascoltando, un pò misericordiose, per farmi sentire normale anche nella più totale alienazione, un pò incazzate nella speranza che quest'ennesimo ciclo (la sindrome coglie ad ondate momentanee) mi passi presto. Io rispondo ad intervalli di dieci minuti buoni dalla domanda, senza la benché minima consapevolezza di cosa sto dicendo, mentre fisso un punto indefinito noto come "il vuoto".&lt;br /&gt;Sono giorni in cui mi crogiolo nella frase di Eschilo, che il prof di greco era solito dirci, quando lo supplicavamo di risparmiarci almeno la versione di greco: "Màthei pàthos, impara a soffrire".&lt;br /&gt;Strani giorni quelli dell'abbastanza.&lt;br /&gt;Guardo un uomo in bicicletta, sulla ruota posteriore è appesa una borsa nera da cui spuntano tre papaveri rossi. Sembravano curiosi di osservare il mondo, come spuntavano a diverse altezze da quella borsa nera. Custodisco l'immagine gelosamente. In un altro luogo, c'è un tappeto di petali bianchi sotto un muretto, alzo lo sguardo, c'è un mandorlo oltre la ringhiera, è tutto fiorito, che strano vederlo in città, quando riprendo la macchina il parabrezza è tutto ricoperto dai suoi fiori, ma basta poco e volano via, basta poco e ho già perso l'ultimo petalo. Mi aggiro per casa, canticchiando &lt;em&gt;The Blower's Daughter&lt;/em&gt;. Vorrei che qualcuno o qualcosa mi traggano in salvo, ma la verità è che non ci credo. Non mi sento abbastanza nemmeno quando ascolto il telegiornale, quanto più atroce è il male nella sua banalità.&lt;br /&gt; Giorni.&lt;br /&gt;I film sul ricordo. Leonard in&lt;em&gt; Memento&lt;/em&gt; non capiva perché alla moglie piacesse rileggere lo stesso libro, ma, lo brucia dicendo: "Non mi sono ancora ricordato di dimenticarti". Il protagonista di &lt;em&gt;Eternal sunshine of a spotless mind&lt;/em&gt; sa alla precisione che lei, appena comincerà a bere diventerà aggressiva, e questo gli viene in mente quando la pensa nel ricordo. La ama. Così. E il professore di &lt;em&gt;Will Hunting&lt;/em&gt;, cosa gli manca della moglie?&lt;br /&gt;Piacciono tanto i film sul ricordo a chi è affetto dalla sindrome, gli fanno sentire che l'imperfezione è profondamente amabile. Che sentirsi in difetto, in fondo, non è necessario. &lt;br /&gt;Hai già imparato da tempo a non tenere il vento tra le dita, non lo capisci? Puoi solo sentirlo spirare tutt'intorno.&lt;br /&gt;I giorni strani dell'abbastanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114410650366275797?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114410650366275797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114410650366275797' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114410650366275797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114410650366275797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/04/i-giorni-strani-dellabbastanza.html' title='I giorni strani dell&apos;abbastanza'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114315385942202792</id><published>2006-03-23T23:14:00.000+01:00</published><updated>2006-03-24T00:07:44.380+01:00</updated><title type='text'>"Provaci ancora, Sam"</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/1600/copdjc.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2714/2343/320/copdjc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Humphrey Bogart&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Le donne sono creature semplici, io non ne ho mai incontrata una che non capisse il significato di una bella sberla sul grugno o di una pallottola calibro 45".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sam&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Perché tu sei Bogart! Io non potrei picchiare Nancy, non c'è quel tipo di rapporto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Bogart&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Rapporto? Dove l'hai imparata quella parola, da uno psicanalista di Park Avenue?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sam&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Io non sono come te. In &lt;strong&gt;Casablanca&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt; quando hai perso la Bergman, non ti sentivi &lt;em&gt;distrutto&lt;/em&gt;?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Bogart&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Tutta roba che passa con un bel whisky and soda". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sam&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Io non posso bere, il mio organismo non tollera l'alcool!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Bogart&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Dammi retta amico, lasciale perdere tutte quelle belle parole tipo &lt;em&gt;rapporto&lt;/em&gt;...il mondo è pieno di femmine.&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Tu devi fare soltanto una cosa: un fischio".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sam&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;: "Ha ragione. Se gli dai un dito ti si pigliano il braccio".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114315385942202792?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114315385942202792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114315385942202792' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114315385942202792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114315385942202792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/03/provaci-ancora-sam.html' title='&quot;Provaci ancora, Sam&quot;'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114235038641598580</id><published>2006-03-15T23:16:00.000+01:00</published><updated>2006-03-17T16:03:36.426+01:00</updated><title type='text'>L'arte del non fare</title><content type='html'>Oggi non mi sento molto bene. Ad accrescere il malumore della giornata ha contribuito anche quello che sono riuscita a non combinare. Avete letto bene, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;non&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; combinare. Perché ci vuole anche &lt;strong&gt;arte nel non fare&lt;/strong&gt;. Stamattina, sotto i portici di un palazzo, in una tra le strade più trafficate di questa benedetta città, mi imbatto in una coppia. La prima cosa che noto è che lei ha il cappotto uguale al mio. Nell'evitare lo scontro diretto che faceva tanto "gemelle del destino", così nascoste com'eravamo, entrambe, dai nostri grandi occhiali neri, e così evidenti, con addosso quella specie di tweed nero e azzurro a onde, io devio fuori dai portici. Solo che nel sorpassare lei e lui, tra un pilastro e l'altro, mi accorgo di conoscere lui. Mesi e mesi fa, periodo del film &lt;em&gt;Romanzo Criminale&lt;/em&gt;, viaggio andata-ritorno Siracusa-Catania, amabile chiaccherata sia all'andata sia al ritorno, io contenta perché non era la prima volta che lo notavo. E senza metterci daccordo, avevamo beccato lo stesso bus per tornare, e ne parte uno praticamente ogni ora, ci pensate? Solo che io, novella Psiche, non paga che il destino mi avesse aiutato fino a quel punto, al momento di salutarci non faccio cenno all'idea di scambiarci il numero di cellulare. Ma che dico, la mail almeno! Nada! Così ci allontaniamo, entrambi dichiarandoci contenti di aver conosciuto l'altro, e spiegandoci che abitavamo vicino. Ma ci pensate?! Fatto sta che per tutti questi mesi, vicini o non vicini, non l'ho più rivisto, né a Catania, né a Siracusa, né in qualsiasi altro posto. Fino a stamattina. Quando finalmente lo vedo, mi confondo. Prendo tempo e mi fermo, fingendo disinvoltura davanti a una vetrina di scarpe. Peccato fossero quelle per uomo. Lui per un attimo si volta verso di me, ma, perché si ricordava o perché commentava i cappotti uguali? Chi potrà mai saperlo... Io non riesco a tirare su dalla gola un filo di voce. Sì, avete capito bene, non dico nulla. Loro si allontanano. Io attraverso la strada, mi fermo davanti la vetrina di Benetton (almeno in questa c'è una gonna), con un occhio guardo la collezione primavera con l'altro loro che attraversano la strada. Per un attimo mi sfiora il dubbio di raggiungerli, ma poi mi scatta il fatidico pensiero: "Come vorrei, qualche volta, anziché inseguire essere cercata." Giro i tacchi, che non avevo, e torno a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114235038641598580?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114235038641598580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114235038641598580' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114235038641598580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114235038641598580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/03/larte-del-non-fare.html' title='L&apos;arte del non fare'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114174879977806687</id><published>2006-03-07T15:45:00.000+01:00</published><updated>2006-03-07T22:53:27.240+01:00</updated><title type='text'>Tutto torna, ma Klobas...</title><content type='html'>L'Italia non è solo, come ci vedono nel resto del pianeta, un paese di simpatici buffoni.&lt;br /&gt;Ha anche delle qualità non trascurabili. Per esempio, la spiccata tendenza a premiare chi fa una cosa molto bene. Non so, chi imita molto bene il verso del piccione vince il Festival di Sanremo, che, piaccia o meno, viene decantato come il grande palcoscenico della musica italiana. Chi ruba così bene da non farsi prendere, va al governo, così può continuare a farlo industurbato con qualche legge &lt;em&gt;ad&lt;/em&gt; &lt;em&gt;hoc&lt;/em&gt;. Se poi si pensa che in un'intervista riportata su&lt;strong&gt; la Repubblica&lt;/strong&gt; del 28 Febbraio 2006, Povia (l'imitatore del piccione, per chi non sia addentrato in queste amenità), si dichiara abbastanza ignorante, ma grande lettore, soprattutto di Crepet; se si pensa che, alla domanda su chi preferisce tra Berlusconi e Prodi, afferma, con infinito candore, di preferire Berlusconi perché, cito testualmente, "ha un volto più gioviale, diretto, simpatico, ha il sorriso", mentre dall'altra parte "litigano molto", ecco mi sembra proprio che tutto torna: non facciamo altro che generare quello che siamo. E comincio a fare cattivi pensieri sul perché della democrazia, se poi anche Povia può votare, se non era meglio l'oligarchia, o l'epoca dei lumi. Ma mi consolo pensando che, come dice Polibio, le forme di governo si avvicendano perché contengono tutte degli errori, solo che lui vedeva la perfezione nella costituzione romana, e sappiamo tutti com'è finita. Meglio Scipione che piangeva sulle rovine di Cartagine, pensando che presto o tardi sarebbe accaduto anche a Roma. Grosso guaio credersi invincibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembrava strano che &lt;a href="http://www.comune.siracusa.it"&gt;in questa mia città&lt;/a&gt;, che tante volte è come una donna molto bella e un pò vana (escluso il secolare teatro greco, fortuna che c'è), alcuni attori recitassero la poesia d'amore di Dante, in uno spettacolo dal bel titolo: "Negli occhi porta la mia donna Amore". Così strano che alla fine non sono entrata, il mio portafoglio non consentiva l'ingresso e non esisteva il biglietto ridotto per giovane, o ex-studente o disoccupata. Però chi aveva la pelliccia è entrato, età media over 50. La cultura, è risaputo, non è per tutti. E tutto torna anche qua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, per correggere gli effetti dei miei guasti nucleari, come cantava qualcuno, mi dedico una poesia da un libro che mi è piaciuto veramente tanto, &lt;em&gt;Giorni Contati&lt;/em&gt; di Lucio Klobas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;         Guardiamo le foglie dorate degli alberi &lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;la luce passa dal giallo al bianco&lt;/p&gt;&lt;p&gt;con lievi spinte&lt;/p&gt;&lt;p&gt;a volte piove tutta la giornata&lt;/p&gt;&lt;p&gt;addirittura per settimane&lt;/p&gt;&lt;p&gt;altre volte non succede niente&lt;/p&gt;&lt;p&gt;quando non succede niente siamo felici;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anna fa piccoli lavoretti&lt;/p&gt;&lt;p&gt;si trasferisce da una stanza all'altra&lt;/p&gt;&lt;p&gt;scende e sale le scale&lt;/p&gt;&lt;p&gt;dell'immensa casa&lt;/p&gt;&lt;p&gt;si porta dietro la cifra preziosa del&lt;/p&gt;&lt;p&gt;suo nome&lt;/p&gt;&lt;p&gt;che mi è sempre più caro;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;leggo un libro e sottolineo con la matita&lt;/p&gt;&lt;p&gt;le parti che mi interessano&lt;/p&gt;&lt;p&gt;non ci diciamo una parola nel rispetto&lt;/p&gt;&lt;p&gt;delle rispettive minuscole occupazioni&lt;/p&gt;&lt;p&gt;viviamo dentro episodi irrilevanti &lt;/p&gt;&lt;p&gt;ma fecondi;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anna però possiede un dono supremo&lt;/p&gt;&lt;p&gt;il più grande che la vita possa offrire:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;trasformare il quotidiano in poesia pura&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114174879977806687?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114174879977806687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114174879977806687' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114174879977806687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114174879977806687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/03/tutto-torna-ma-klobas.html' title='Tutto torna, ma Klobas...'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114122637466283595</id><published>2006-03-01T15:00:00.001+01:00</published><updated>2006-03-02T15:49:22.733+01:00</updated><title type='text'>Questioni di farse</title><content type='html'>Finalmente è finito. Il carnevale, intendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, perché ho impegnato gli ultimi 5 giorni nel tentativo costante, disciplinato, preciso di evitarlo. Ho incrociato le dita per arrivare a festeggiamenti di piazza ormai conclusi, e ci sono riuscita, mi sono garbatamente rifugiata dietro un "quest'anno non mi sento" per scansare un'intera domenica di delirio collettivo, in cui mi sarei trovata a fare trenini avvinghiata a qualche sconosciuto, che se poco poco hai una punta di tristezza nel cuore, con la musica festaiola ad alto volume, la senti dilagare su tutto il tuo corpo, la tristezza. Che poi, chissà perché, il carnevale diventa come un'andata allo stadio, ma della durata di una settimana abbondante, in cui la gente sente che è finalmente giunto il momento di potersela prendere con il prossimo in santa pace, fosse solo a colpi di martelletti, manganelli, schiuma o quant'altro. Tanto è carnevale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, ho scansato tanto, ma non tutto. Mi invitano a una festa in villetta. Maschera obbligatoria. Ed eccomi lì ad accettare, così vuole il destino. Ho due ore di tempo, mi invento un vestito. Fantasia poca, ma curo i dettagli, li curo così bene da sentirmi dire: "Il tuo è il vestito originale, vero?". Mi ero vestita da Minnie recuperando un abitino estivo rosso a pois panna (non fate quella faccia, mai comprato un abito rosso a pois?!), l'avevo comprato perché mi metteva allegria e ora capivo il perché. Giunge il momento dello spogliarello maschile, nella vita sono avvocati e quant'altro, nei loro volti noti il compiacimento di aver offerto chissà quale mirabile spettacolo, nel mio la speranza che tutto finisca presto, se sono convinti che l'educazione delle giovani donne avvenga ancora nei conventi, meglio abbandonarli alla loro sorte.&lt;br /&gt;Mi avvicino al tavolo alcolici, cerco di darmi aiuto come posso, ma mi ricordo appena in tempo che sono sotto antibiotico, oggi la sorte mi si accanisce contro, così sprofondo nel divano sperando nella malattia del sonno, ma quando sto per diventare tutt'uno col tessuto, comincia a intrattenermi uno bassino, e io non sono una stangona, che di nome fa Achille e ha un fratello di nome Paride, giuro che non scherzo, e per una neolaureata in lettere, indirizzo&lt;strong&gt; classico&lt;/strong&gt;, questo è troppo. Tornata al tetto natìo, tocco esausta le pareti domestiche e proprio io che amo, come dice qualcuno, non avere casa, solo così mi sento al sicuro di questi tempi. Che poi mi ritrovo a pensare a strane circostanze da quarto incomodo, che non è il ruolo da terzo incomodo, che già ha una sua dignità, che guardare il mondo con gli occhietti grandi è bello, ma non aiuta, e alla signora piccolina e mezz'età che ho visto oggi, la giacca nera con stampata sulla schiena il profilo di una Charlie's Angel sul fianco in atto di sparare, e mi dico che il carnevale sarà pure passato, ma tutte le farse no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così va il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114122637466283595?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114122637466283595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114122637466283595' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114122637466283595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114122637466283595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/03/questioni-di-farse.html' title='Questioni di farse'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-22955743.post-114079628354871043</id><published>2006-02-25T02:25:00.000+01:00</published><updated>2006-02-24T17:29:33.446+01:00</updated><title type='text'>Formula d'inizio</title><content type='html'>Vorrei poter salutare coloro che, conosciuti o sconosciuti, si troveranno a passare da queste parti. In fondo sto aprendo un blog, e dovrei pur trovare una qualche formula d'inizio.&lt;br /&gt;Ma la verità è che mi va di parlare di poesia.&lt;br /&gt;Scriveva Saffo: "Chi dice che la più bella cosa sopra la terra sia un esercito di cavalieri, altri di fanti o di navi, &lt;em&gt;io&lt;/em&gt; dico: &lt;em&gt;ciò che uno ama...&lt;/em&gt;". Era il VII secolo A.C.&lt;br /&gt;Prima di lei solo Omero costituiva il grande modello, il riferimento letterario, l'aedo che non racconta di sé, ma narra le storie di cavalieri, di fanti e di navi. Con Saffo quel mondo va in frantumi, per la prima volta il poeta dice: "IO", e sentimenti privati, personali, moti dell'animo, diventano oggetto della poesia.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E in realtà penso a me, a chi dice di non amarmi, e va bene così, a tutto ciò che io amo, ai suoni, ai colori della mia terra calpestata e pure così bella, e forse un giorno ti dovrò lasciare, a quel mare luccicante di sole nell'inverno ormai inoltrato, a Wong Kar-Wai, e la buganvìllea con il fucsia abbacinante, e il libro che rigiro tra le mani, ti ho trovato finalmente, a quando mi impegno per farti sorridere e come mi diverto quando ti vedo ridere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22955743-114079628354871043?l=pergrotteeperrifugi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/feeds/114079628354871043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=22955743&amp;postID=114079628354871043' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114079628354871043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/22955743/posts/default/114079628354871043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergrotteeperrifugi.blogspot.com/2006/02/formula-dinizio.html' title='Formula d&apos;inizio'/><author><name>Zelmira</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry></feed>
